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Michela Barbieri, October art exhibition

Aggiornamento: 28 feb


MICHELA BARBIERI

Incontro DiVino

Sceglie il collage dal momento che rappresenta l’unica tecnica che coinvolga ogni strato del suo pensiero.

Artista italiana nata a Cremona il 15 Aprile del 1971, lavora tra la Sardegna e la Sicilia. La sua esperienza in Asia, Stati Uniti, America, Australia, Europa e Medio Oriente segnano una sua permanente idea di sospensione nel tempo e nello spazio. A contatto con l’arte in ambito trasversale il suo linguaggio a strati materici fa confluire le sue ricerche in aree diverse come in un dialogo paritetico con l’opera.



Dal suo laboratorio catanese, in un processo di esplorazione di svariati elementi l’incontro con la materia la conduce ad indagare sulla genesi della vita. È naturale porre a disposizione riferimenti alle grafie antiche e silhouette umane, uomo, donna, bambino, l’assenza di localizzazione e la presenza d’identità ma soprattutto di memoria come per avvallo dell’esperienza millenaria.



Nell’impiego dei materiali di recupero urbano ritrova radici e ristabilisce il suo solo legame a terra. Ha lavorato con il giornalista Luca Vitale, il fotografo Cesare Polenghi ed il pittore Rudolf Pypper. Nel 2015 espone la serie “Across Me” presso il MADAI in Porto Cervo, una collezione di croci in Plexiglass realizzate dalla stessa in un laboratorio di Cremona specializzato in tagli al laser, questa collezione verrà in parte esposta a Nicosia nel 2017 in occasione della famosa manifestazione di matrice tradizionale religiosa “La Casazza” organizzata dal Direttore Creativo Paolo La Vigna.





Nel 2019 presenta la serie di collages “Genesi” nel progetto espositivo “Matērica” presso le Vigne Surrau. Nel 2020 si riconferma la sua presenza in “Project-art 01” di Soroptimist Gallura, in entrambi i casi curata da Ines Abramián. Nella serie “Gioghi” inaugurata per l’occasione, Michela s’interroga sui rapporti della famigla e indica spazi vitali tra li individui, spazi che appartengono allo scambio ludico dialettico continuo, come fasi del cerimoniale delle persone.


Con “Nulla di Impersonale”, collezione 2020, viene toccato con maggiore analisi il concetto puro di impersonalità dell’individuo, ossimoro perfetto della singolarità umana. Dal momento che nulla in noi può essere estraneo all’altro, l’impersonalità diventa tratto identificativo di un’ umanità universale. Puro astrattismo trascendentale. Michela ci guida dunque all’ interno della sua esperienza esplorativa focalizzata nell’individuo, l’uomo e la donna come compagine dell’umanità. Nella profonda introspezione e la convinzione del recupero dello scarto sussiste la ricerca di comunicazione. La linea del tempo su cui transita riguarda le antiche civiltà e la contemporaneità perché le interrelazioni tra li individui sono la base delle sue riflessioni.


La verità esiste come risposta alle domande nei processi, nella ricerca della perfezione che conduce alla vita come atto di creazione sublime. La sua tecnica di elementi misti le consente di narrare processi evolutivi fatti di trasformazioni e di esperienze. La serie “Across Me” interrompe momentaneamente la matericità per esporsi totalmente alla perfezione delle linee e dei moduli come raggiungimento del concetto Divino. La serie “Genesi” completa la risorsa, la domanda, il processo e la risposta. La serie “Gioghi” fa riemergere il ciclo di ricerche, scambi, scoperte esempre dal riciclo, in questo caso, cartoni di vino, campioni di tappezzeria e attaccaglie d’ ottone. retoriche.



La serie “Nulla di Impersonale” 2022 pone la necessaria distanza tra colui che ella osserva e il giudizio individuale. Tutto va recuperato e rivalutato, ogni ciclo nuovo è una vita nuova, una nuova prospettiva, il materiale nasce, si evolve e trova una nuova vitalità, una sfera diversa di nuova narrativa, nuova cartografia e rinnovato impegno con l’arte e con l’ambiente.

Con la serie Santo Divino 2023 propone una rilettura Iconografica delle Funzioni Angeliche, dove i simboli e i colori raccontano della natura divina a cui aspirare. I materiali utilizzati provengono dal riutilizzo di cartoni del vino, infatti durane l'evento Benvenuto Vermentino abbiamo dato il benvenuto alla Cantina Mura realizzando un opera dal vivo con il cartone dell'etichetta Sienda, Vermentino di Gallura premiato con 3 calici da Gambero Rosso.


Trovi le opere di Michela Barbieri nella nostra Galleria d'Arte virtuale.






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